La paura di perdere potere rende, chi ce l’ha, irritabile. Il sovrano di un regno è guardato da tutti, costantemente. E tutti si aspettano che faccia bene. O meglio, quasi tutti. I cospiratori tramano intrighi anche quando c’è pace. Strisciano nelle pieghe dell’ipocrisia per aprire insperabili opportunità nel capovolgere situazioni solide a favore dei propri interessi. Destituire un re, proclamandone un altro, è una delle tante strategie politiche che mettono in crisi non solo un governo, ma addirittura alleanze, specie quelle sottotraccia che disegnano la mappa degli accordi futuri. I detrattori si muovono con facilità a corte. Alcuni fanno buon viso a cattivo gioco, sono zucchero per poi iniettare veleno ai nemici. Altri, invece, nell’arguzia di un’intelligenza vivace si rendono spavaldi protetti da una crescente sicurezza di eventi ancora da stabilire. I sovrani, re e regine, rappresentano la favola e il delirio di storie che potrebbero concludersi con festeggiamenti o con la detronizzazione di un regno. Spie, malelingue, traditori, sono figure costanti a corte. Pochi gli uomini e le donne di fiducia, che con la loro cieca lealtà, possono cambiare le sorti di un governo e lo fanno restando nelle retrovie di discrezione e riservatezza.
In La lupa di Francia di Carol Mcgrath edito da Tre60 edizioni conosci i retroscena di un regno. Londra, 1350. Agnes de Ramsey, figlia del capomastro di corte viene convocata al castello di Rising dalla regina Isabella, vedova di Edoardo II d’Inghilterra. Solo lei può assolvere al compito che la sovrana le affida: raccontare quando non ci sarà più la verità della sua vita. Perché Isabella, l’incantevole figlia del re di Francia, Filippo il Bello, non ha avuto un’esistenza felice. Costretta dal padre a lasciare la sua terra, per sposare, a dodici anni, re Edoardo, a corte è guardata con sospetto. Troppo determinata e altera per non essere temuta, troppo bella e intelligente per non attirare invidie e gelosie. Lei, in Inghilterra, sarà per sempre una straniera, chiamata con irriverenza la “lupa di Francia”. La regina è una donna sola e tormentata, che ha subìto per anni l’indifferenza, i soprusi e l’umiliazione di un marito plagiato da personaggi che si aggraziavano la sua attenzione, facendo leva sulle sue debolezze, per ottenere favori e ruoli di potere. Agnese e Isabella, ognuna con un proprio obiettivo, saranno il filo di una trama da narrare.
Il romanzo storico evidenzia le fragilità umane che indeboliscono, in taluni momenti, la propria forza. La storia è avvincente, cattura subito l’attenzione del lettore che è incuriosito dallo sviluppo del racconto. La scrittura è semplice, efficace, evocativa, giusta.
Lucia Accoto