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Il messianico in Benjamin

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Comprendere il messianico in Benjamin ovvero cogliere il nesso tra storia, memoria e redenzione. Il passato non è concluso: porta in sé un indice segreto che lo destina alla redenzione. Le voci spente insistono nelle nostre voci; ciò che è stato attende. Tra le generazioni esiste un appuntamento misterioso: noi non arriviamo nel mondo, siamo attesi dal mondo. A ciascuno è affidata una debole forza messianica, ma non per salvare il futuro ma per risarcire il passato, cui spetta un diritto. “Sul concetto di storia” Benjamin configura il “messianico” non come escatologia religiosa, ma come dispositivo che interrompe la linearità del progresso.

Che meraviglia! “Il passato reca con sé un indice segreto che lo rinvia alla redenzione. Non sfiora forse anche noi un soffio dell’aria che spirava attorno a quelli prima di noi? Non c’è, nelle voci cui prestiamo ascolto, un’eco di voci ora mute? Se è così, allora esiste un appuntamento misterioso tra le generazioni che sono state e la nostra. Allora noi siamo stati attesi sulla terra. Allora a noi, come ad ogni generazione che fu prima di noi, è stata consegnata una debole forza messianica, a cui il passato ha diritto.”

Domani lo scriverò meglio.

Luca Sossella

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